“Abbiamo ritenuto opportuno valutare il patrimonio di persone che abbiamo all’Uasc (Ufficio attivitò sociali e culturali, ndr)”. Lavorare “per il risparmio e valorizzare questo patrimonio è una cosa positiva”. Romeo Morri, segretario di Stato alla Cultura, commenta così il mancato rinnovo dell’incarico di consulente per la rassegna Occhi sul cinema a Pierpaolo Loffreda, che lascia dopo 18 anni di servizio.
Secondo quanto sostenuto ieri dall’Uasc, la posizione di Loffreda era a rischio già “nello scorso esercizio finanziario”, quando la precedente direzione dell’ufficio “era stata chiamata a relazionare agli organismi competenti” per spiegare i motivi del rapporto con Loffreda, “considerato anomalo”. Qualcuno, insomma, aveva fatto storie già l’anno scorso.
Quest’anno a sfavore dell’ormai ex curatore di Occhi sul cinema, oltre alle norme che escludono le consulenze continuative non indispensabili, ci sono stati i “considerevoli tagli di bilancio nei nostri capitoli di spesa” che hanno reso “necessario procedere a una riduzione sistematica delle uscite”, scrive l’Uasc. Di qui la decisione di Morri, che “ha ritenuto di non rinnovare la convenzione” pensando che nella Pubblica amministrazione “potessero trovarsi risorse umane in grado di gestire autonomamente il comparto cinematografico così come era già avvenuto per la stagione teatrale”.
Anche senza Loffreda, conclude l’Uasc, Occhi sul cinema continua. E farà parte “di un complessivo piano di ristrutturazione e potenziamento del comparto cinematografico che vedrà” anche “la riapertura del cinema Concordia di Borgo Maggiore”.