Cronaca

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Almeno due squadre in azione per il sabotaggio contro la compagnia telefonica sammarinese ‘Prima’

L’Ad di San Marino Telecom fornisce dettagli importanti sulle azioni di sabotaggio avvenute alla vigilia di Natale 28/12/2011

(Personale specializzato pare abbia dato attuazione ad un piano preparato a tavolino capace di arrecare i maggiori danni. Probabile movente? Indebolire l’azienda in una fase delicata di ristrutturazione dell’intero settore delle telecomunicazioni)



“Non si tratta di un semplice atto vandalico, ma di un vero e proprio atto di sabotaggio mirato a screditare le potenzialità di un’azienda che opera in un settore delicato come quello delle telecomunicazioni”. Ne è sempre più convinto l’amministratore delegato di ‘San Marino Telecom’, Andrea Della Balda, che racconta nel dettaglio come gli atti tesi a mettere fuori uso le apparecchiature di trasmissione dei servizi di telefonia e wireless di ‘Prima’ siano stati pensati a tavolino e realizzati secondo una precisa regia. “Non erano ancora le 21 quando è stato registrato il primo segnale di intrusione nei nostri apparati” – ci dice Della Balda. Non quindi in piena notte, ma nella serata di venerdì 23, quando la possibilità di ripristinare il danno era resa estremamente difficile dall’imminente festa del Natale. “Un’azione coordinata – continua l’Ad di San Marino Telecom – almeno da due squadre: la prima con l’obiettivo di mettere fuori uso le centraline del Nido del Falco e di Montalbo, la seconda invece quella di Torraccia e di Faetano”. Non quindi il gesto di un fanatico, ma l’azione di persone appositamente istruite sulla tempistica, la logistica e, sopratutto, sui danni da arrecare. I danni sono infatti millimetrici e solo personale esperto poteva sapere dove recarsi, quali centraline scardinare e deteriorare, ma sopratutto quali cavi tagliare. “A fianco dei cavi che trasportano i dati, viaggiano i cavi della corente elettrica e se i sabotatori avessero tagliato uno di questi avrebbero corso il rischio di perdere la vita”. Come si può vedere anche dalle fotografie invece i tagli effettuati con tronchesi di varie misure sono ben assestati per arrecare il maggior danno possibile fino al punto di compromettere le cosidette ‘abbondanze’ e cioè quella parte di cavi che vengono lasciati appositamente più lunghi affinchè in caso di guasto si possano effettuare riporti senza dover sostituire l’esistente. “Il clima della politica nei confronti della nostra azienda sta cambiando – continua Andrea Della Balda – eravamo particolarmente soddisfatti dell’annuncio che in termpi rapidi si darà attuazione al piano strategico delle Tlc. Non appena sarà istituita l’autorità garante, tutte le compagnie telefoniche potranno godere degli stessi diritti a fronte degli stessi doveri, e ciò finalmente toglierà di mezzo tutti gli ostacoli che fino ad oggi hanno impedito a ‘Prima’ di partire e competere alla pari”. Un clima positivo durato però solo pochi giorni, se ora la compagnia telefonica deve ritrovarsi a fare i conti anche con episodi di vera e propria criminalità. Il sabotaggio infatti è chiaramente rivolto all’azienda sammarinese, l’esempio di Torraccia è chiarissimo in tal senso. I cavi e la centralina di San Marino Telecom sono infatti a pochissima distanza da quelli degli altri operatori e se si fosse trattato di atto vandalico di certo tutte le postazioni sarebbero state oggetto di danneggiamento. Invece la ‘squadra dei sabotatori’ ha agito anche in questo caso con estrema precisione sapendo bene di chi fossero le centraline installate e sapendo bene anche di chi fossero i cavi che in taluni casi viaggiano a poche decine di centimetri gli uni dagli altri. “Non abbiamo nemici – dice ancora Della Balda – sebbene abbiamo dovuto effettuare qualche licenziamento. Con i nostri ex dipendenti ci siamo però lasciati in pieno accordo, tra l’altro si trattava di pesonale d’ufficio e non installatori di linee. L’unico caso forte che ci ha visto protagonisti è stato quello che ha smascherato un sistema di deviazione di dati sensibili che dovevano giungere direttamente in Gendarmeria ed invece venivano dirottati presso uno studio privato. In quel caso assieme agli uomini di Zechini abbiamo contribuito a impedire un illecito, facendoci forse qualche nemico che però non può certo avere le competenze e l’organizzazione necessarie per mettere in atto azioni plurime di sabotaggio in quattro diverse zone del territorio e quasi contemporaneamente. Pensate – continua Della Balda – che c’erano almeno due persone per ogni atto di sabotaggio. Lo dimostrano le impronte sulla neve (vedi foto in pagina) al Nido del Falco dove è presumibile la presenza di un palo capace di vigilare sulle strade di accesso mentre il complice ha avuto tutto il tempo per dilungarsi nella scelta dei cavi da recidere”. Che si tratti di un atto intimidatorio o di vero e proprio sabotaggio, cambia poco. Grazie alla pronta risposta dei tecnici dell’azienda, gli utenti hanno subito solo pochi disagi. La ferita più grave è stata prodotta invece su chi ha effettuato gli investimenti già ‘fiaccato’ dagli anni in cui lo Stato ha scelto la strada di privilegiare il monopolio piuttosto che la libera concorrenza. I costi per le riparazioni da una prima stima sono valutabili in alcune centinaia di migliaia di euro e le assicurazioni non è certo che coprano l’intero danno. (R.E.)

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Le orme lasciate sulla neve dal 'palo' della squadra dei sabotatori
Le orme lasciate sulla neve dal 'palo' della squadra dei sabotatori
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