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Diventa ormai indispensabile accedere a forme di prestito internazionale per sostenere la liquidità e individuare nuovi prodotti che possano essere collocati anche al di fuori di San Marino
di Redazione Economica
Concluso il processo di liquidazione e accorpamento, saranno ridotti a sette gli istituti di credito di San Marino. Cinque in meno dall’inizio della bufera che ha travolto il sistema dimezzandone la raccolta. Ma i dati sulla raccolta che, secondo quanto riferiscono i vertici di Banca Centrale, si starebbero stabilizzando intorno a qualcosa più di 7 miliardi di euro (l’ultimo dato disponibile è del 31 dicembre 2011 e indicava la cifra di 7.351 milioni), offre solo una lettura parziale della grave crisi che sta vivendo il comparto. In tre anni il patrimonio netto delle banche si è quasi dimezzato facendo registrare al 31.12.2011 la cifra di 777 milioni con una perdita netta di 253 milioni (calcolati fra capitale, riserve e riserve di rivalutazione) rispetto all’anno precedente, il 24,1% in meno. Ciò significa che in un anno il valore delle banche sammarinesi si è ridotto di un quarto. Regge, seppur registrando una diminuzione, il numero dei dipendenti passato dalle 679 unità del 2010 alle 639 del 2011 che però ancora non ha contabilizzato il frutto delle incorporazioni (Asset-Banca Commerciale, Partner-Credito Industriale, Ibs-Banca Agricola, Banca di San Marino- Smib). Difficile per il sistema bancario la gestione degli impieghi, anch’essi ridotti di 1,1 miliardi in un anno[...]
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