Dopo almeno due anni di richieste è giunta ieri la notizia che una commissione consiliare (la numero tre, finanze, bilancio e programmazione presieduta da Federico Bartoletti) effettuerà un’audizione dei vertici di Banca Centrale. La possibilità, prevista dai regolamenti, è stata più volte invocata a gran voce sopratutto dai membri dell’opposizione ogni qual volta vicende di un certo spessore, hanno riguardato la Banca deputata alla regolazione dell’intero sistema finanziario. Il caso più eclatante quello del duro scontro fra i vertici di Banca Centrale e il Governo che si concluse con l’allontanamento forzato del capo della vigilanza e le dimissioni ‘spontanee’ del Presidente, Bossone, e del Direttore, Papi. All’epoca un chiarimento ascoltato dalla viva voce dei protagonisti sarebbe stato molto utile, così come utile sarebbe stato avere notizie sullo stato delle relazioni con le altre banche centrali ed in particolare con Banca d’Italia e quali possibilità oggettive esistono per la firma del memorandum understanding che ricreerebbe un clima sereno almeno in campo finanziario. L’attesa audizione di Banca Centrale averrà il prossimo 7 aprile e saranno di certo numerose le domande dei consiglieri che per la prima volta potranno ascoltare con le proprie orecchie, e non tramite l’interposizione del governo, il reale pensiero dei tecnici. Una facoltà però riservata solo a loro, perchè l’audizione si terrà in seduta segreta e quindi i contenuti non saranno disponibili per i normali cittadini. Nella stessa seduta per volontà, esplicita del Presidente (o per ironia della sorte), la commissione dovrà discutere e deliberare su ben sette mozioni strettamente connesse al ruolo di Banca Centrale. Vicenda Cassa di Risparmio, ispezioni nelle finanziarie, amministratori delle compagnie di assicurazione, infiltrazioni malavitose nl comparto bancario, emolumenti e benefit dei dirigenti, sono i temi più scottanti. (R.E.)