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(TMNews) - Alcuni sostenitori del regime libico di Muammar Gheddafi hanno aggredito il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, in piazza Tahrir, al Cairo. Intanto sul fronte diplomatico la Lega Araba ha ribadito di aver chiesto "protezione, non bombardamenti" per i civili in Libia, ha detto il numero uno dell'organizzazione panaraba Amr Moussa, in una conferenza stampa con il segretario generale dell'Onu.
"Noi rispettiamo la risoluzione dell'Onu - ha dichiarato Moussa - non siamo affatto contrari", ma "in linea di principio siamo contrari ai bombardamenti aerei". "Sosteniamo la no fly zone per impedire al regime di Gheddafi di colpire civili" ha ribadito il diplomatico egiziano aggiungendo che "la protezione di civili è di importanza sostanziale per noi".
All'indomani della prima operazione in Libia a cui hanno preso parte anche i Tornado italiani, il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha dichiarato che il "rischio" di possibili ritorsioni di Muammar Gheddafi contro l'Italia, per la sua partecipazione alla coalizione occidentale contro il regime di Tripoli, "è stata messa in conto, anche se abbiamo notizie, che ritengo esatte, sulla inadeguatezza delle armi libiche a colpire il territorio italiano".
"Il rischio c'è, ma non sarebbe stato minore se non avessimo partecipato all'operazione, a meno che non ci fossimo schierati nettamente contro tutta la comunità internazionale, non mettendo a disposizione le nostre basi", ha aggiunto La Russa.
L'aeroporto civile di Trapani, Vincenzo Florio, è stato chiuso questa mattina al traffico aereo. Lo scalo trapanese ha alcune piste in comune con l'attigua base militare di Birgi, dove sono schierati i caccia italiani e canadesi impegnati nella tutela della "no fly zone" sui cieli della Libia.