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di Elisa Gianessi
SERRAVALLE – La Pro Patria mete fine all’imbattibilità casalinga del San Marino, che durava da oltre un anno, e costringe i biancazzurri ad abbandonare la vetta. E’ andato un po’ tutto storto, ieri pomeriggio, all’Olimpico di Serravalle. I titani, affossati da un gol non irresistibile di Giannone, lasciano agli ospiti i tre punti. Un po’ di imprecisione, un po’ di sfortuna e qualche decisione sbagliata del direttore di gara, impediscono agli uomini di Petrone di raggiungere il pari e di incamerare un punto tutto sommato giusto. Il Treviso fa man bassa contro la sempre più inguaiata Sambonifacese e diventa la nuova capolista. L’ingresso in campo delle due formazioni, all’Olimpico, è accompagnata da tre giocatrici del settore giovanile rosa della Federazione Sammarinese Gioco Calcio, iniziativa che vuole celebrare il “Women’s Football Day”. Rispetto a domenica scorsa Petrone può contare su Sorbera, recuperato in gran fretta per la sfida più importante del rush finale di campionato. La sua presenza pone le basi per una formazione con soli due under in campo. Si tratta di Del Duca e Crivello, schierati in difesa insieme a Fogacci e il rientrante Pelagatti. I due mediani sono Amantini e del Sole, con Sorbera e Poletti sugli esterni. Davanti Lapadula e D’Antoni. Solito 4-3-1-2 per Cusatis, che schiera Giannone alle spalle di Serafini e Cozzolino. Partenza lenta dei biancazzurri, che soffrono la velocità e la freschezza della manovra ospite. Bruccini è il primo a rendersi pericoloso dopo soli 5 minuti: il suo tiro, dalla distanza, termina a lato. Più pericoloso, due minuti più tardi, Cozzolino, che s’impadronisce di una palla persa malamente da Del Sole e prova la conclusione, di poco alta. E’ ancora la Pro Patria a mettere sotto pressione la difesa biancazzurra. Al 14’ Mora cerca Serafini in area, Vivan è decisivo in anticipo sull’attaccante, che commette fallo sul numero 1 baincazzurro. Il San Marino si fa vivo dalle parti di Andreolitti al 19’: Lapadula innesca Poletti che crossa al centro per D’Antoni, ma il suo tocco di testa è facile preda per il portiere bustocco. Poco prima della mezz’ora succede il fattaccio: è il 28’ quando Lapadula, sceso a supporto dei compagni in fase difensiva, rinvia la sfera sui piedi di Giannone che prima si allarga a destra e poi si accentra in area, facendo partire un tiro, deviato da Del Duca, che disorienta Vivan, il quale capisce la traiettoria in ritardo e, pur toccando il pallone, non riesce ad afferrarlo. La risposta biancazzurra non è abbastanza efficace: al 30’ Poletti, dal limite, crossa al centro dell’area per D’Antoni, l’incornata è debole, Andreoletti non fatica a bloccare. Prima dell’intervallo ci provano Sorbera, con un gran tiro dalla distanza che si spegne di poco a lato, e D’Antoni che, dopo uno scambio ripetuto con Lapadula, riesce a trovare il varco ma non la porta. La ripresa si apre con la Pro Patria ancora in avanti. Al 3’ minuti Bruccini, dai 30 metri, fa vibrare il palo. Così come era avvenuto a Santarcangelo, il San Marino cresce nel secondo tempo e Petrone ha già i pronti i cambi da operare. L’espulsione, in fase di riscaldamento, di Villanova rovina però i piani del tecnico biancazzurro, che al 17’ richiama in panchina Del Sole e D’Antoni, inserendo Loiodice e Tarallo. Quest’ultimo si mette in evidenza al 26’ appoggiando una buona palla per Poletti, che al volo conclude alto. Tarallo di nuovo protagonista due minuti più tardi quando si vede respinto il tentativo da Nossa, che commette fallo di mano in area. Il direttore di gara, però, sembra non ravvedersene, nonostante le proteste del San Marino. Intanto la palla, rimasta in gioco, torna sui piedi di Tarallo che fa partire un diagonale respinto in angolo da Andreoletti. Ora è la Pro Patria a soffrire, cercando di perdere tempo in tutti i modi. La partita inizia a farsi anche nervosa. Al 39’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ci prova Pelagatti di testa, ma la sua conclusione termina abbondantemente sopra la traversa. Anche Lapadula, al 42’, prova l’incornata sulla punizione di Poletti, ma il numero 1 avversario blocca in due tempi. Di nuovo Lapadula, in pieno recupero, sfiora il gol su assist di Tarallo: il capocannoniere si vede respingere la sfera da Andreoletti prima, poi conclude a lato. Le sue lacrime, al fischio finale dell’arbitro, valgono più di mille commenti. Il capocannoniere del campionato si dispera, il resto della squadra si stringe attorno all’arbitro. Petrone corre in campo a richiamare i suoi: per Amantini ormai è tardi, qualche parola di troppo gli costa il cartellino rosso a partita finita.