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CALCIO - “O taroccate le partite o vi sparo alle gambe”

Drammatica testimonianza dell’ex portiere del Bellinzona: “Ragini ed io siamo stati minacciati ma ci siamo rifiutati” 04/06/2012

Sta assumendo contorni sempre più inquietanti la vicenda sul calcioscommesse che ha sfiorato anche la Repubblica di San Marino. Dall’interrogatorio di Matteo Gritti, ex portiere del Bellinzona in carcere da lunedì scorso per associazione a delinquere finalizzata alla truffa sportiva, sono infatti emerse alcuni dettagli davvero drammatici che riguardano anche Marco Ragini, l’ex preparatore dei portieri della Nazionale sammarinese che risulta nel registro degli indagati nell’inchiesta “New Last Bet” di Cremona. Questo il passaggio più significativo dell’interrogatorio di Gritti: “Ilievski è venuto a cercarci in Svizzera e ci ha minacciati: se non ci fate taroccare partite svizzere, vi sparo nelle ginocchia”. Il plulare è ovviamente utilizzato perchè l’altro minacciato, come ha rivelato Gritti, è “Marco Ragini, all’epoca allenatore dei portieri del Bellinzona”, ha raccontato l’ex portiere dell’Albinoleffe. “Sia io che Marco - prosegue Gritti - ci siamo rifiutati di acconsentire a simile richiesta. Delle minacce ho parlato con il direttore sportivo del Bellinzona. E comunque in Svizzera non abbiamo alterato nessunissima partita, anche perchè in Ticino è impossibile alterare i risultati”, ha concluso Gritti. Le minacce di Ilievski (gigante di oltre 190 centimetri di altezza e una delle figurecardine dell’inchiesta) l’ex portiere del Bellinzona ha affermato di averle ricevute nel giugno scorso a ridosso della prima ondata di arresti nell’ambito dell’inchiesta “Last Bet” del procuratore Roberto Di Martino. L’allenatore sammarinese, intanto, ha fatto sapere che attraverso il proprio avvocato ha depositato giovedì scorso una memoria al Tribunale di Cremona nella quale racconta quanto accaduto. Ragini dice di “non aver mai scommesso o ricevuto somme di denaro”. L’ex preparatore dei portieri della Nazionale ha confermato di essere stato minacciato da Ilievski, persona che gli era stata presentata da Gegic, ex giocatore del Chiasso con il quale aveva un rapporto di amicizia e di lavoro. Intanto, il processo sportivo per il primo filone di indagini sul calcioscommesse riprenderà nella gironata di oggi, alle 15, sempre all’ex sede dell’ostello della gioventù del Foro italico, a Roma. Il dibattimento proseguirà anche domani con gli interventi dei collegi difensivi in replica alla requisitoria tenuta oggi dal procuratore federale, Stefano Palazzi. La sentenza è attesa dopo la fine di playoff e playout di serie B, quindi non prima di una settimana. Dalle carte dell’inchiesta, nel frattempo, emergono altri particolari del vorticoso giro di denaro nel mondo delle scommesse clandestine. Persino un tentativo della criminalità organizzata di acquistare la squadra dell’Alessandria. I personaggi che gravitavano nell’orbita del bosniaco Altic, amico del genoano Beppe Sculli, secondo gli investigatori, pur coinvolti in attività delinquenziali di ordinario e normale impatto sociale, hanno mostrato un interesse rilevante, diretto e personale nelle attività illecite poste in essere, i cui ricavi/ profitti venivano reinvestiti anche per finanziare, per fini eminentemente speculativi, attività che coinvolgessero il mondo del calcio in generale.

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