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Vorrei dedicare oggi un approfondimento alla mostra, legata al network di Little Constellation, che si svolgerà a Genova a partire da Sabato 4 Febbraio. Ci tengo a parlare di questo evento perché riguarda molto da vicino il territorio sammarinese, innanzitutto per quanto riguarda gli artisti presenti, da Lorella Mussoni a Martina Conti, a Rita Canarezza e Pier Paolo Coro, in secondo luogo per il fatto che tale progetto ha origine proprio qui a San Marino. La mostra, anche nell’articolazione dei suoi contenuti, nasce da una serie di workshop che sono stati ospitati da diverse istituzioni europee, (il primo dei quali sul Titano), seguendo due direzioni all’interno di una serie di viaggi fondamentali, anche a livello simbolico, per il significato stesso del progetto nel suo insieme: l’attraversamento del Mediterraneo (Gibilterra, Malta e Cipro) e l’attraversamento trasversale dell’Europa continentale (San Marino, Lussemburgo, Islanda). Al centro Genova. Se però è vero che “mentre i critici e i teorici costruiscono direzioni e confini, gli artisti li distruggono” (come ha puntualmente sottolineato PierPaolo Coro) questa mostra è una costante messa in crisi dei principi che caratterizzano e identificano un territorio, le relazione con l’alterità e l’identità, cioè l’interno e l’esterno. In questo senso i diversi nuclei tematici attorno cui la mostra è sviluppata: l’isolamento, la distanza, gli stereotipi, il primitivo, il viaggio, sono differenti capitoli di un’unica narrazione, quella che cerca di tessere e di strutturale le complessità che caratterizzano le relazioni tra gli uomini e i territori a cui appartengono. Il risultato è un racconto vivido dove le distanze sembrano scomparire e la capacità comparativa esalta le differenze (di climi, di paesaggi, ma anche di strutturazione dei differenti sistemi dell’arte) come un patrimonio, una ricchezza di inestimabile importanza. Questo progetto disegna così una nuova geografia, di reciprocità e attraversamenti, una geografia nata dalla qualità diretta dell’esperienza e della quotidianità, una geografia, dunque, della prossimità.
Alessandro Castiglioni